CURIOSITA' - Fitness e Bibbia: cosa dicono davvero i testi sacri?
- Michele Operoso

- 2 giorni fa
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Fitness e Bibbia: cosa dicono davvero i testi sacri? La Bibbia parla di fitness? Di allenamento? Di disciplina del corpo? Sì, più di quanto immagini. Se pensi che la cura fisica sia solo una moda moderna, dovrai ricrederti: già nei testi sacri troviamo racconti di forza, resistenza, autocontrollo e rispetto per il corpo. Valori che oggi chiamiamo “fitness” erano già al centro della vita spirituale di molti secoli fa.
Ecco perché vale la pena fare un salto nel passato e scoprire cosa dice davvero la Bibbia (e non solo) sul corpo e sull’allenamento. Un viaggio sorprendente tra muscoli, sudore e spirito.

Sansone, Davide e l’atleta spirituale
Nel mondo antico, la forza fisica era vista come dono di Dio, ma anche come responsabilità. Prendi Sansone: nel Libro dei Giudici (cap. 13-16), la sua forza sovrumana era legata a uno stile di vita rigoroso. Quando infrange le sue regole (come tagliarsi i capelli), perde tutto. Oppure Davide, che sconfigge il gigante Golia grazie alla sua abilità e sangue freddo, più che alla stazza.
E non finisce qui. Il profeta Isaia dice: “quanti sperano nel Signore corrono senza stancarsi” (Is 40,31). Anche la corsa era già una metafora potente, collegata alla fede e alla perseveranza.
La salute è meglio dell’oro
Il libro del Siracide (30,15) lo dice chiaro: “Salute e vigore valgono più dell’oro”. Una frase che sembra uscita da una story motivazionale su Instagram, ma scritta più di duemila anni fa. Il messaggio? Il benessere fisico non è un lusso, ma una delle ricchezze più grandi che abbiamo.
Anche Daniele (cap. 1) ci insegna qualcosa: seguendo una dieta semplice, rifiutando i cibi ricchi del re, lui e i suoi amici diventano più sani e forti di tutti gli altri. Disciplina, sobrietà, risultati.

San Paolo, coach ante litteram
Se c’è un personaggio del Nuovo Testamento che amava le metafore sportive, è San Paolo. Nelle sue lettere paragona la vita del cristiano a quella di un atleta:
“L’atleta è temperante in tutto […] corro non come chi è senza mèta, tratto duramente il mio corpo…” (1 Cor 9,25-27).
Allenamento, sacrificio, autocontrollo. Paolo ci dice: il corpo va allenato, dominato, rispettato. Non per vanità, ma per diventare persone migliori. E ribadisce anche che il corpo è un “tempio dello Spirito Santo” (1 Cor 6,19): quindi, mantenerlo sano è un atto spirituale.
Cosa dice la Chiesa oggi
Anche oggi, la Chiesa cattolica riconosce il valore dello sport e della salute. Giovanni Paolo II, grande amante della montagna, lo diceva spesso: lo sport è “scuola di vita, palestra di virtù”. E Papa Francesco ci invita a “correre insieme la corsa della vita”, non solo per vincere, ma per migliorare sé stessi ogni giorno.
Il messaggio è chiaro: il fitness non è solo questione di estetica, ma può essere un percorso di crescita personale, spirituale e relazionale.

E nelle altre religioni?
Brevemente: anche l’Islam invita a essere forti, sani e moderati (“Il credente forte è migliore di quello debole” – Hadith). L’Induismo valorizza lo yoga e l’equilibrio tra corpo e mente. Nel Buddismo, la Via di Mezzo insegna a evitare sia eccessi che negligenza, e alcune scuole, come i monaci Shaolin, hanno integrato arti marziali e meditazione.
In tutte le fedi, il corpo è uno strumento sacro. Da allenare, rispettare e mai trascurare.
Conclusione: allena il corpo, nutri lo spirito
Fitness e Bibbia: cosa dicono davvero i testi sacri? I testi sacri ci dicono che la cura del corpo non è una vanità moderna, ma un dovere antico. Allenarsi, mangiare bene, dormire, avere disciplina: tutto questo era già considerato importante migliaia di anni fa.
Allenarsi, oggi come allora, è un atto di rispetto per sé stessi. E magari, anche per qualcosa di più grande.



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